I metodi di lavorazione in loco sono stati ottimizzati in modo che ogni risorsa possa essere (ri)utilizzata in modo ottimale. L'acqua piovana trattata viene utilizzata per pulire gli ananas, al fine di preservare le preziose risorse idriche. Anche l'esterno è importante: i residui delle bucce di ananas vengono fatti fermentare in biogas, che viene utilizzato per generare elettricità e calore. In effetti, questo può coprire il 25% del fabbisogno di elettricità e il 95% del fabbisogno di calore dei forni di essiccazione. Anche le parti non riciclabili dei gusci vengono utilizzate come combustibile. Questo ci permette di mantenere l'impatto ambientale il più basso possibile, massimizzando l'efficienza dei processi produttivi.
Tutto viene utilizzato
Il nostro ananas è sottoposto a severi controlli di qualità per garantire che solo il meglio finisca nel sacchetto. Ma cosa succede al resto? Ogni ananas viene sfruttato appieno, in modo da non sprecare nulla, dal frutto alla buccia. La buccia dell'ananas viene compostata e restituita ai campi come fertilizzante naturale, rendendo il terreno più fertile e favorendo così il raccolto successivo. Anche i valori interni contano: il gambo duro dell'ananas viene trasformato in farina di ananas, che può essere utilizzata come agente distaccante nella produzione alimentare. Questa forma di economia circolare non solo promuove la sostenibilità, ma sostiene anche i piccoli agricoltori locali che coltivano da uno a tre ettari di terreno.